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Attualità Web

Il Web e l’illusione “democratica”.

Se da una parte il ruolo – ad esempio – di twitter nella primavera araba ha stimolato l’idea che ogni nuova tecnologia (in particolare internet o mobile) possa portare la società ad un livello più alto di democrazia e giustizia, dall’altro analizzando approfonditamente il mondo social scopriamo che non sempre il web porta ad un ampiamento così sostanziale della partecipazione.

All’interno del mondo social vale ancora la regola dell’ 80/20, per cui un gruppo piccolo di utenti heavy user è in grado di influenzare e stimolare la platea più ampia. Così Trip Advisor, dove alla fine molti “pareri” su hotel e soggiorni sono riconducibili ad un gruppo di attori attivi molto più circoscritto rispetto al numero di utenti che usufruiscono del servizio.

Chi fa del web una bandiera politica, poi impone più di altri un rigido controllo delle informazioni e delle libere espressioni dei propri adepti,  e non serve far nomi.

Più noi traduciamo in pixel la nostra quotidianità, dando vita alla propria identità virtuale, più il web appare come una rappresentazione fedele dei pregi e difetti, delle grandiosità e delle meschinità che contraddistingue la vita reale.

E’ più veloce, abbatte le dimensioni spazio-temporali, fa circolare le idee… ma sul fatto che la maggior circolazione delle idee porti sic et simpliciter ad una società più giusta e più umana… penso ce ne voglia, bisognerà vigilare attentamente.

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Books Marketing Web

L’algoritmo al potere

Non è nuovo questo libro di Francesco Antinucci (2009 Laterza), che parla dell’algoritmo di Google e non solo, ma è almeno la seconda volta che lo leggo, e non è così diffuso tra le mie conoscenze, cosa che mi spinge a segnalarlo.

E’ un libro utile a demolire alcune convinzioni eccessivamente fideistiche sulle potenzialità di Internet e sul futuro roseo che verrà aperto dai social media.

Innanzitutto questo libro dimostra che i casi di successo spesso non dipendono da una acuta programmazione della presenza in rete, ma dal caso; certo, poi ci vuole competenza per cogliere le opportunità, ma tantissime di queste opportunità si generano in maniera indipendente e fortuita. Anche la presunta “democratizzazione” che dovrebbe portare internet è oggetto di una acuta e critica disamina: spesso dietro l’apparenza “social” ci sono sparuti gruppi di persone che tendono (e tengono) le reti, secondo la logica della vecchia ma mai sorpassata legge 80-20 di Pareto.

Da ultimo il libro si sofferma sul fatto che spesso la rete viene utilizzata in modo “vecchio”, cioè molti approcciano il web per fare cose “antiche” con uno strumento tecnologicamente più avanzato (per esempio la classica brochure in carta che diventa pixel). Sotto questo profilo l’autore mette in luce proprio quella “miopia di marketing” nei confronti del digitale che vedo tutti i giorni in molte iniziative.