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SEO di John Jerkovic

Dalla buona libreria Hoepli, che è il mio angolo di ricerche, è saltato fuori questo libro non recentissimo (ho in mano l’edizione 2011) su un argomento che suscita in me sempre vivo interesse: la SEO (serch engine optimization). Premettendo che è un po’ un controsenso leggere un libro sulla SEO, visto che parliamo di un mondo veloce, dove Google cambia qualcosa nell’algoritmo praticamente tutti i giorni, dove le persone che se ne occupano professionalmente fanno uso di blog e consultano forum quotidianamente… ciononostante ho comprato questo libro del quale dico che:

– Difficilmente potrà interessare il SEO professionista, per i motivi sopra descritti.

-Risulta però un compendio molto ben organizzato di tutto ciò che influenza la visibilità: la scelta del dominio, i fattori interni al sito e quelli esterni, i social media, dà una visione panoramica dei motori di ricerca e di come funzionano, tratta anche altri aspetti del web marketing come il PPC, il link building, dedica un capitolo al controllo dei risultati. Quindi – in buona sostanza – è il libro più completo che ho letto. Alla fine non potrai basarti sui consigli che sono scritti, perché basta il tempo di leggerlo che son cambiate le cose, ma almeno sai quali sono gli aspetti da andare a guardare…

-Rispetto ad altri libri che ho letto, la parte sui fattori interni e su come cercare le parole chiave è fatta bene, mentre mi sembra debole la parte sui link building.

– Sa sai l’inglese sarebbe meglio leggere l’originale, perché la traduzione italiana è un po’ frettolosa e sommaria.

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L’algoritmo al potere

Non è nuovo questo libro di Francesco Antinucci (2009 Laterza), che parla dell’algoritmo di Google e non solo, ma è almeno la seconda volta che lo leggo, e non è così diffuso tra le mie conoscenze, cosa che mi spinge a segnalarlo.

E’ un libro utile a demolire alcune convinzioni eccessivamente fideistiche sulle potenzialità di Internet e sul futuro roseo che verrà aperto dai social media.

Innanzitutto questo libro dimostra che i casi di successo spesso non dipendono da una acuta programmazione della presenza in rete, ma dal caso; certo, poi ci vuole competenza per cogliere le opportunità, ma tantissime di queste opportunità si generano in maniera indipendente e fortuita. Anche la presunta “democratizzazione” che dovrebbe portare internet è oggetto di una acuta e critica disamina: spesso dietro l’apparenza “social” ci sono sparuti gruppi di persone che tendono (e tengono) le reti, secondo la logica della vecchia ma mai sorpassata legge 80-20 di Pareto.

Da ultimo il libro si sofferma sul fatto che spesso la rete viene utilizzata in modo “vecchio”, cioè molti approcciano il web per fare cose “antiche” con uno strumento tecnologicamente più avanzato (per esempio la classica brochure in carta che diventa pixel). Sotto questo profilo l’autore mette in luce proprio quella “miopia di marketing” nei confronti del digitale che vedo tutti i giorni in molte iniziative.